La Collezione Come Forma D'arte

La Collezione Come Forma D'arte

Autore : Elio Grazioli
Genere : Libri, Arte, cinema e fotografia, Storia dell'arte, teoria e critica,
Leggere : 2418
Scarica : 2015
Dimensioni del File : 13.39 MB
Formato : PDF, ePub

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La Collezione Come Forma D'arte

Recensione L’autore, che è un critico d’arte, mette in rilievo come oggi collezionare sia un esercizio estetico e la collezione è assimilabile a un tipo di “opera”. Come si arrivati a questo? Com’è accaduto che il collezionista sia diventato un artista, e l’artista abbia cominciato, da parte sua, a esporre collezioni? Qui il discorso si concentra su quel particolare tipo di collezione che espone pittura e scultura e si lega all’istituzione del museo moderno, all’inizio del XX secolo. Prendiamo il caso del MOMA di New York.  Alfred H. Barr, suo primo direttore, l’ha progettato disponendo le opere secondo un vero e proprio percorso che culminava con l’astrattismo. Il collezionismo d’arte esce dalla forma della Wunderkammer, l’accumulo eteroclito di opere d’arte del passato, per divenire un vero e proprio percorso didattico. Nei medesimi anni i collezionisti privati d’opere d’arte cercano qualcosa di preciso, secondo un’idea di sviluppo: da Van Gogh ai Fauve, e da questi al Dadaismo e al Surrealismo, per arrivare all’arte geometrica e astratta, e oltre. La ricerca del nuovo diventa una ossessione nel collezionismo privato e pubblico. Nel contempo il Surrealismo ha spostato l’attenzione verso il fantastico, il meraviglioso, l’inconscio, così che acquisiscono uno statuto artistico anche le opere di bambini, folli e dilettanti. L’idea stessa d’arte s’allarga. Poi negli anni Settanta del XX secolo succede qualcosa di nuovo. Il collezionismo non è più un’attività di chi, non artista, raccoglie opere di artisti: collezionare è fare arte, e gli artisti stessi raccolgono ed espongono proprie strane collezioni presentandole come proprie opere. Così fa Bott, Madelson Vriesendorp, Stefano Arienti, Amedeo Martegani, Georges Adéagbo. E, prima di loro, i più conosciuti Joseph Cornell, Robert Rauschenberg, Cales Oldenburg, Fluxus, e in particolare il belga Marcel Broodthaers, campione dell’arte postmediale, che si trasformò in artista per l’impossibilità economica di essere collezionista. Si è fatto le opere da sé e una delle sue più note s’intitola Ma collection. Com’è potuto accadere questo rovesciamento? Gli artisti si sono accorti tra i primi che collezionare è davvero un modo di tenere insieme le cose; si tratta di una risposta al trionfo della società dello “spettacolo” per cui, di fronte alla riduzione di tutto a immagine, le “cose” acquisiscono di nuovo una loro forza, soprattutto quelle quotidiane, reiterate in immagine dal Pop, o da Andy Warhol. Un nuovo modo di collezionare il mondo che mette, come spiega Grazioli, fuori gioco l’aberrazione consumistica o finanziaria delle tradizionali collezioni. L’arte della collezione, e la collezione come arte, sono ora divenute un modo per risignificare il mondo.Recensione di Marco Belpoliti, www.doppiozero.com

Demokratia: 5

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